I tre Beati

Una spiritualità integrale che non divide il sacro dal profano, ma che vive ogni occasione della vita quotidiana per rendere gloria a Dio. E’ questa la caratteristica comune di Pina Suriano, Alberto Marvelli e Pietro Tarrés, i due giovani italiani e il sacerdote spagnolo che saranno beatificati da Giovanni Paolo II domenica prossima a Loreto, nel momento più alto dell’incontro nazionale dell’Azione Cattolica.
E proprio in Azione Cattolica i tre nuovi beati hanno maturato la loro vocazione alla santità, conoscendo quel Dio, per dirla con le parole di Petro Tarrés, “che non chiede impegni a metà, ma chiede tutto”.
Per Pina Suriano, vissuta in Sicilia tra il 1915 e il 1950, dare tutto significò vivere una spiritualità fatta di preghiera e sacrificio. Le circostanze le impedirono di seguire la vocazione claustrale alla quale si sentiva chiamata, così scelse di consacrarsi tutti i giorni nel servizio ai poveri e all’associazione, vivendo la sua stessa malattia come un’offerta.
Alberto Marvelli invece nacque a Ferrara nel 1918, negli anni della guerra il suo apostolato non conobbe soste: l’assistenza agli sfollati, le iniziative e le attività nell’Azione Cattolica… Era laureato in ingegneria ma la sua opera alla ricostruzione voleva darla anche attraverso la politica, così nel 1946 era già assessore a Rimini nella prima giunta del CLN, nello stesso anno però perse la vita in un incidente.
Medico e sacerdote, furono queste le scelte fondamentali della vita di Pietro Tarrés, vissuto in Spagna tra il 1905 e il 1950. Cresciuto in Azione cattolica divenne assistente della Gioventù femminile e fu un grande educatore, uno, dicono quelli che l’hanno conosciuto, che sapeva insegnare ad amare.

Gennaro Ferrara